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Grundeinkommen / Reddito di base

Das bedingungslose Grundeinkommen

Das sozialwirtschaftliche Instrument für mehr Gerechtigkeit. Die Chance aus der Sackgasse zu kommen, in die wir uns mit einer Orientierung auf Wirtschaftsleistung, Lohnarbeit und unbegrenztes Wachstum hinein manövriert haben.

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Das Sozialgefüge in den Industrieländern bereitet immer mehr Menschen Sorge. Der erste große Schock kam in den 90er Jahren, als klar wurde, dass die eingezahlten Renten nicht mehr reichen könnten, den nächsten Generationen einen von Existenzsorgen freien Lebensabend zu sichern.

Der Geburtenrückgang bzw. die Alterung unserer Gesellschaft drang nach dem ersten Schock aufgrund von demografischen Erhebungen alsbald in das allgemeine Bewusstsein vor. Zugleich stiegen die Arbeitslosenzahlen, parallel zur Steigerung der Produktivität.

Mit der Einführung des Euro begann sich das Alltagsleben subjektiv teurer anzufühlen.

Dann kam der 11. September 2001, der uns im Westen an unseren Grundfesten erschüttert hat.

Die wirtschaftlichen Berg- und Talfahrten schlagen seitdem immer heftiger aus. Längst sind wir es gewohnt, dass in den Medien von alter und neuer Armut die Rede ist. Der Mittelschicht wird zwischen Teuerung und Steuerlast das Wasser abgegraben. Die Verschuldung der öffentlichen und vor allem der privaten Haushalte nimmt dramatisch zu. Die Finanz- und Wirtschaftskrise seit Ende 2008 ist nur der Tropfen, der das Fass zum Überlaufen bringt.

Es gibt ein interessanten Ausweg aus der aufgezeigten Sackgasse: Das bedingungslose Grundeinkommen für alle. Die Europäische Kommission wurde im Oktober 2008 vom Europäischen Parlament beauftragt, das Grundeinkommen zu prüfen, als Mittel zur Armutsbekämpfung und zum Umbau der Sozialsysteme in den Mitgliedsländern.

Das Grundeinkommen, manche sprechen vom Bürgerlohn, versteht sich als ein sozialökonomisches Modell. Danach gewährt der Staat jedem Bürger und jeder Bürgerin ein gleich hohes Basiseinkommen und zwar

- unabhängig von sonstigen Einkommen,
- unabhängig vom Lebensalter,
- unabhängig von der Tätigkeit und
- ohne Arbeitsverpflichtung.

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Il reddito di base incondizionato

E’ lo strumento socio-economico per garantire più equità. Un’opportunità per uscire dal vicolo cieco in cui siamo finiti a causa di una focalizzazione esasperata sul profitto, sul lavoro salariato e su un concetto di crescita economica infinita.

Il sistema sociale dei paesi industrializzati genera ormai da anni sempre più preoccupazioni. Il primo grande shock si ebbe negli anni ‘90, quando divenne chiaro a tutti che i contributi pensionistici versati non sarebbero più stati in grado assolvere il loro compito e garantire alle future generazioni di pensionati una vecchiaia senza preoccupazioni esistenziali.

In seguito, sulla base di indagini demografiche, balzò all’attenzione il problema dell’invecchiamento della popolazione e della riduzione del tasso di natalità. Contemporaneamente aumentò il numero dei disoccupati, in perfetta sintonia con l’aumento costante della produttività.

Con l’introduzione dell’euro si ebbe inoltre la sensazione che la vita fosse divenuta più cara.

Le certezze del mondo occidentale vennero poi ulteriormente scosse dagli attentati dell’11 settembre 2001. Da allora gli sbalzi nell’andamento dell’economia sono sempre più spiccati. Siamo ormai avvezzi alle discussioni sulla povertà proposte quotidianamente dai media. Sappiamo tutti a cosa ci si riferisce quando si afferma che il ceto medio è stretto nella morsa dell’aumento del costo della vita da un lato e del carico fiscale dall’altro. Nei bilanci pubblici e ancora più marcatamente in quelli delle famiglie si registrano sempre più casi di indebitamento eccessivo. La crisi finanziaria ed economica cui assistiamo dal 2008 è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La soluzione a tutto ciò? L’introduzione di un reddito di base uguale per tutti. Nell’ottobre del 2008 il Parlamento Europeo ha incaricato la Commissione di valutare se il reddito di base potesse costituire un valido mezzo per combattere la povertà e ricostruire i sistemi sociali degli stati membri.

Il reddito di base è da intendersi come un modello socio-economico in cui lo Stato assicura ad ogni cittadino e ad ogni cittadina un’entrata di pari importo e questo:

- Indipendentemente dalla percezione di altri redditi,
- indipendentemente dall’età del soggetto,
- indipendentemente dalla professione svolta e
- senza alcun obbligo di prestare attività lavorativa.

Leggi l’intervista di Sepp Kusstatscher sul reddito di base (CACTUS 02-09)

Ein guter Film über das Grundeinkommen
“Grundeinkommen - ein Kulturimpuls” von Daniel Häni und Enno Schmidt

(anklicken, um zum Film zu kommen)
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Sepp Kusstatscher ist für die Einführung eines bedingungslosen Grundeinkommens

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Sepp Kusstatscher è a favore dell’introduzione di un reddito di base incondizionato

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